Davide Bruno

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13/09/2008

AFRICA: PRODI CAPO TASK FORCE ESPERTI ONU

NEW YORK - Romano Prodi avrà un ruolo di alto livello in Africa per conto delle Nazioni Unite, occupandosi dei dossier più spinosi del Palazzo di Vetro come il mantenimento della pace in Somalia e nella regione sudanese del Darfur.

 Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha nominato l'ex premier italiano alla guida di un gruppo di esperti per le operazioni internazionali di pace sotto il mandato del Consiglio di Sicurezza. Annunciando la nomina, la portavoce del segretario generale Michelle Montas ha indicato che Prodi e gli altri membri della Commissione saranno a New York dal 15 al 18 settembre e incontreranno subito Ban prima di mettersi al lavoro su un rapporto che dovrà essere completato entro al fine del 2008. Fanno parte della task force il britannico James Dobbins, Jean Pierre Halbwachs delle Mauritius, Monica Juma del Kenya, Toshi Niwa del Giappone e Berhooz Sadri, Iran.

La commissione considererà le lezioni delle passate e attuali missioni di pace dell'Unione Africana e esplorerà le opzioni per migliorarne la prevedibilità, sostenibilità e flessibilità delle risorse, ha indicato la Montas. Il mandato del panel è stato definito nella Risoluzione del Consiglio di Sicurezza 1809 approvata lo scorso 16 aprile e dopo consultazioni con l'Unione Africana. Le missioni di peacekeeping nel continente africano sono tra le più delicate. L'Unamid in Darfur gestita da Onu e Ua, ad esempio, ha dispiegato meno della metà dei soldati previsti e viene accusata di essere ben poco efficace. C'è poi il nodo della Somalia, dove sono presenti soltanto 3 mila soldati (a fronte degli 8 mila richiesti) della missione Amisom dell'Unione africana.

Da tempo al Palazzo di Vetro si parla di una possibile passaggio di consegne dall'Amisom ai Caschi Blu dell'Onu. Nell'aprile scorso, subito dopo le elezioni in Italia che avevano dato la vittoria a Silvio Berlusconi, Prodi era venuto a New York come premier uscente proprio per il voto della risoluzione 1809. In quell'occasione, parlando in Consiglio di Sicurezza, aveva sottolineato la necessità di un "rafforzamento della collaborazione tra Nazioni Unite ed Unione africana anche sotto l'aspetto finanziario", affermando di essere "pienamente consapevole che si tratta di un punto chiave e che sta molto a cuore ai leader africani".
 
Tutte le associazioni che si impegnano direttamente per portare la pace in Africa hanno accolto positivamente l'incarico affidato a Romano Prodi di guidare la nuova Commissione dell'Onu per sostenere le missioni di peacekeeping in Africa. Ma adesso si aspettano azioni concrete per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni africane. Il panel si riunira' il 15 settembre e mettera' a punto il programma di lavoro per i prossimi mesi. Le ong italiane e le maggiori associazioni che si occupano di aiuti umanitari nel continente africano attendono ora di collaborare con il nuovo organo, incaricato di gestire le risorse messe a disposizione dal Consiglio di Sicurezza. "Indipendentemente dal personaggio politico, l'assegnazione di un incarico cosi' prestigioso a un italiano e' un onore per il Paese", ha dichiarato all'Agi Sergio Marelli, presidente dell'Associazione ong italiane, "e il fatto che i Paesi africani lo abbiano appoggiato all'unanimita' significa che Prodi e' stato ben visto sia come Presidente del Consiglio italiano, sia come Presidente della Commissione europea". Ma ha sottolineato: "adesso servono azioni concrete da parte dei Paesi sviluppati per migliorare la situazione in Africa" e che questo nuovo organo dovra' dimostrare di avere un ruolo "effettivo e concreto" nel mantenimento della pace. Secondo Marelli resta necessario lavorare su tre livelli: l'impegno dei governi, il lavoro delle ong, ma anche le collaborazioni con la societa' civile locale. "E' impossibile pensare di portare la pace senza interagire direttamente con la popolazione civile", ha osservato.
  Anche Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid, accoglie positivamente l'incarico dato a Prodi, ma sottolinea anche come si tratti di un compito ancora non ben definito. "Mi congratulo con Prodi", ha affermato, "e' un incarico prestigioso, ma adesso bisogna capire cosa fara' nel concreto questa nuova commissione, qual e' il suo mandato e quali risorse mettera' a disposizione". De Ponte e ActionAid si sono detti pronti a collaborare e a dare il loro contributo, nella speranza che la figura di Prodi possa segnare anche un maggiore coinvolgimento dell'Italia. "Purtroppo il nostro Paese ha la maglia nera per quanto riguarda gli aiuti per l'Africa -ha aggiunto De Ponte- forse questo incarico potra' sensibilizzare l'Italia e gli italiani". Sia De Ponte sia Marelli denunciano il taglio del 50 per cento previsto nella nuova Finanziaria alle risorse per la Cooperazione allo sviluppo. "Mentre il governo Prodi aveva dato segnali di maggiore sensibilita'", ha spiegato De Ponte, "il nuovo governo ha fatto marcia indietro".
  E gli ha fatto eco Marelli: "Il prestigioso incarico dato a Prodi e' in contrasto con l'immagine di un Paese che ha tagliato gli aiuti per l'Africa. Speriamo che questo faccia riflettere e possa cambiare quanto previsto dalla Finanziaria".

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Scritto da: Hoicuourl | 26/03/2009

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