26/12/2008
Società Nis a Gazprom, Russia fa rotta su Balcani
Guidata dal presidente della Repubblica, Boris Tadic, una delegazione serba di alto livello - compresi il ministro degli esteri Vuk Jeremic e quello per l'Energia, Petar Skundric - si è recata in visita nella Federazione per suggellare il contratto con cui Gazprom ha acquisito il 51% dell'Azienda petrolifera serba, Nis, e di due accordi programmatici che ribadiscono gli altrettanti impegni già assunti dalla Russia nell'intesa di inizio anno: l'ammodernamento del deposito sotterraneo di gas nella località serba di Banatski Dvor e, soprattutto, l'estensione nel territorio della Repubblica balcanica del braccio settentrionale del gasdotto South stream (progetto Gazprom-Eni).
Proprio su quest'ultimo punto si concentrano le garanzie politiche fornite dalla dichiarazione congiunta dei due presidenti, il serbo Tadic e il russo Dmitri Medvedev, che ha fatto da cornice alle intese.
Si chiude così una lunga tornata negoziale che vede la bilancia pendere sostanzialmente in favore della parte russa. Quasi che per Mosca sia arrivato il momento di incassare il debito politico di Belgrado per il sostegno ricevuto alla causa contro l'indipendenza del Kosovo. A livello potenziale, tuttavia, anche la piccola Repubblica balcanica ha di che guadagnare, soprattutto stando alle stime Gazprom che calcolano investimenti tra 1 e 2,5 miliardi di dollari legati agli accordi.
Dei tre documenti avrà effetti contrattuali immediati solo quello della privatizzazione di Nis, che prevede la cessione del 51% dell'azienda serba alla controllata Gazprom, GazproNeft, per 400 milioni di euro. Vi si aggiunge l'impegno ad investire oltre 500 milioni da qui al 2014 nell'ammodernamento di Nis e l'accettazione in toto del piano sociale presentato dall'esecutivo serbo per far fronte al taglio atteso dei lavoratori Nis in esubero. Oltre al contratto che cede il pacchetto di maggioranza dell'azienda petrolifera di stato serba alla controllata di Gazprom, Gazprom Neft, sono state siglate altre intese che danno seguito al più ampio accordo energetico sottoscritto da Mosca e Belgrado lo scorso gennaio e già ratificato dai due parlamenti. Secondo le stime di Gazprom le intese odierne porteranno ad investimenti tra 1 e 2,5 miliardi di dollari.
Il colosso energetico russo e la compagnia serba del gas, Srbjagas, hanno sottoscritto un documento che definisce le "linee guida di cooperazione tra le due aziende" prologo dell'estensione attraverso il territorio della Repubblica balcanica del braccio settentrionale del gasdotto South stream (progetto Gazprom-Eni).
Tra Srbjagas e Gazprom Export, invece, è stato chiuso un memorandum di cooperazione che punta a realizzare l'altro impegno assunto da Mosca all'inzio del 2008: l'ammodernamento di un sito sotterraneo di stoccaggio di gas nella località serba di Batanski Dvor.
A cornice delle intese siglate, il presidente della Repubblica serbo, Boris Tadic, e il suo omologo russo, Dmitri Medvedev, hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta che fornisce le garanzie politiche circa la futura realizzazione dei progetti di investimento, con particolare riferimento al tratto serbo del gasdotto South stream.
17:47
Scritto da: bruno841
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