Nel faccia a faccia vittoria di Obama

McCain non è riuscito nell’impresa di risollevare le proprie sorti elettorali che sono a picco secondo i sondaggi

772533361.jpgNEW YORK – Non c’è stato. Il miracolo di cui McCain aveva tanto bisogno per risollevare le proprie sorti elettorali a picco nei sondaggi non si è mai materializzato. Il secondo e penultimo dibattito presidenziale che si è svolto ieri sera alle 21 a Nashville, nel Tennessee, si è concluso con un’altra vittoria per il rivale democratico Barack Obama Questo, almeno, è il verdetto espresso a caldo in ben due sondaggi realizzati subito dopo il faccia a faccia di 90 minuti.

Per un campione di americani interpellati dalla Cnn, il candidato democratico alla Casa Bianca ha fatto meglio con una percentuale del 54-32%. Nel rilevamento CBS il 40% ha premiato Obama, il 26% McCain. Eppure il formato dell’incontro – il cosiddetto town hall meeting, o assemblea pubblica, avrebbe dovuto, almeno in teoria, favorire il 72enne senatore dell’Arizona, più sciolto in questo tipo di contesto informale. “Non è successo”, spiega dai microfoni della CNN il guru repubblicano Alex Castellanos, “McCain è parso vecchio e affaticato”. “La sua battuta sulla necessità di un trapianto di capelli non l’ha certo aiutato”, gli fa eco l’analista democratico John Carville. Circa 80 persone sedute sul palco con i candidati, – e selezionate dalla Gallup tra un campione di elettori ancora indecisi – hanno posto circa una dozzina di domande su temi quali la crisi economica, la riforma sanitaria e quella fiscale, la guerra in Afganistan-Iraq e la corsa al nucleare dell’Iran.

Tra le novità: la promessa sui mutui immobiliari fatta da McCain agli americani (“se sarò eletto presidente, il governo federale li rinegozierà, per alleviare il peso sulle spalle dei proprietari di case”). Più risoluto anche il tono di Obama sull’Iran: “non si può permettere a Teheran di ottenere un’arma nucleare. È inaccettabile. Farò tutto il possibile da presidente per evitare una cosa del genere. Senza rinunciare alla opzione militare”. Più tardi – altra novità – McCain ha accusato Obama di essere “eccessivamente aggressivo per la sua idea di attaccare il Pakistan”. “Questo è lo stesso tipo che cantava bombardiamo, bombardiamo l’Iran e auspicava l’annientamento della Corea del Nord”, ha ribattuto Obama. “Il che non mi pare un esempio di moderazione”.

Alla richiesta di indicare un buon ministro del Tesoro nel loro governo entrambi hanno menzionato il miliardario pro-Obama Warren Buffett: una delle poche cose su cui i due si sono trovati d’accordo. Le priorità di Obama: indipendenza dal petrolio del Medio Oriente entro dieci anni, uccidere Osama bin Laden e la riforma sanitaria. Per McCain: la guerra in Iraq, le riforme di energia e sicurezza sociale. Ma secondo gli addetti ai lavori il dibattito passerà alla storia soprattutto per il tono di condiscendenza e superiorità usato dal veterano del Vietnam nei confronti del ben più giovane Obama. Quest’ultimo si è mostrato a sua volta molto più aggressivo dell’ultima volta nel rintuzzare i colpi, forse per accontentare i fan che al primo dibattito l’avevano accusato di essere stato “passivo” e di aver “porto l’altra guancia”.

Ad un certo punto McCain ha chiamato Obama “quello lì”, con un malcelato senso di disprezzo immediatamente denunciato dalla blogosfera. E quando ha capito di aver perso il dibattito, McCain è uscito dalla sala per primo, senza stringere la mano ad Obama, che invece è rimasto ad intrattenere gli spettatori insieme alla moglie Michelle, firmando autografi e concedendosi in foto ricordo. “E’ proprio come Bill Clinton”, ha commentato John Podestà, ex braccio destro di Clinton, “Sa come conquistare una platea“. Alessandra Farkas

 

Nel faccia a faccia vittoria di Obamaultima modifica: 2008-10-08T09:25:06+02:00da bruno841
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